L'iposensibilizzazione.

L'iposensibilizzazione è un metodo per ottenere una riduzione della sensibilità del paziente verso un determinato allergene. Il corpo viene confrontato con dosi progressivamente crescenti dell'allergene incriminato. In base al metodo scelto, l'allergene viene iniettato sotto pelle ad intervalli di 3-5 giorni fino a 2 settimane. La dose viene di volta in volta aumentata a dipendenza della tolleranza del paziente.

L'iposensibilizzazione è particolarmente raccomandata nel caso di sintomi allergici molto marcati che durano più di 3-4 settimane all'anno e nel caso di incompatibilità con allergeni che è praticamente impossibile evitare. Tra questi figurano certamente i pollini e il pelo dei gatti. Nel caso di allergie che potrebbero mettere in pericolo la vita del paziente (come le allergie al veleno degli insetti), l'iposensibilizzazione è l'unico metodo esistente per scongiurare questo pericolo.

L'iposensibilizzazione dura solitamente dai 3 ai 5 anni. Nei soggetti affetti da pollinosi viene il più delle volte sospesa o ridotta durante la stagione dei pollini. Piuttosto nuova è la cosiddetta terapia a breve termine, in grado di diminuire sensibilmente i sintomi allergici. Questa terapia consiste nel fare 7 iniezioni dell'allergene incriminato nel periodo invernale, prima della stagione dei pollini.
 
L'iposensibilizzazione nei soggetti con pollinosi non riduce soltanto il rischio di un passaggio ad uno stadio superiore, ma migliora anche i disturbi associati ad un'allergia crociata con alimenti.
 
Da poco esiste anche un metodo di iposensibilizzazione in cui l'allergene non viene iniettato, ma somministrato per via orale. Sull'efficacia di questo metodo non vi è però parere unanime tra gli esperti.