Rischio di arteriosclerosi: i vasi sanguigni si restringono.
Un tasso elevato di colesterolo nel sangue non causa particolari disturbi, né dolori fisici: significa dunque che non è pericoloso? Non tiriamo conclusioni affrettate! Un colesterolo «troppo alto» per molti anni provoca l'arteriosclerosi e può causare gravi complicanze.
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I depositi del colesterolo e di altre sostanze in eccesso, detti placche, danneggiano la parete vascolare, in particolare quella delle arterie, in cui scorre il sangue carico di ossigeno che viene trasportato dal cuore a tutti gli organi del corpo. Questo deterioramento mette in moto tutta una serie di processi piuttosto complessi, che col passare del tempo provocano l'indurimento e la calcificazione delle arterie, inizialmente molto elastiche. Questo processo – chiamato nel linguaggio scientifico aterosclerosi (dal greco, athero = «poltiglia, pappa» e skleros = «duro») – non avviene dall'oggi al domani, bensì si sviluppa lentamente nell'arco di molti anni. Attualmente si suppone che nella parete vasale si sviluppino processi infiammatori cronici. Più colesterolo LDL si deposita nelle arterie, restringendole, più viene compromesso il rifornimento di sangue, e quindi di ossigeno e altre sostanze nutritive, ai diversi organi. Il processo continua fino all'occlusione totale dell'arteria: a questo punto il tessuto corporeo interessato non riceve più sangue. L'organo in questione smette di «funzionare»: le conseguenze – a seconda dell'importanza che quell'organo ha nel nostro corpo – possono essere addirittura letali. Le placche rischiano persino di «scoppiare». In quel punto si forma allora un coagulo, che finisce per ostruire completamente o parzialmente l'arteria. |