Infarti cardiaci o ictus cerebrali

Dolori simili si manifestano anche quando si è colpiti da infarto. In questo caso la carenza di ossigeno in una determinata zona del muscolo cardiaco è così grande da determinare la morte delle cellule nell'area irrorata dall'arteria occlusa e la perdita, da parte del cuore, della sua capacità di pompare. Più ampia è la zona morta in seguito al mancato apporto di sangue, più esteso è l'infarto e di conseguenza maggiori sono i rischi per la persona colpita. La causa è il restringimento massimo di un'arteria coronaria dovuto a aterosclerosi o – il più delle volte – l'ostruzione dell'arteria, già ristretta, da parte di un embolo (trombo). Se il rivestimento di un deposito di colesterolo, ovvero la placca, è molto sottile, rischia di rompersi facilmente; si parla in questo caso di placca instabile. Quando il sottile rivestimento si lacera, la sostanza grassa si riversa nel sangue, formando nel giro di pochi secondi un grosso embolo, che occlude l'arteria.
 
La stessa sorte può colpire anche il cervello: se un'arteria del cervello viene occlusa, le cellule del tessuto da essa irrorato muoiono, provocando un infarto cerebrale o un ictus cerebrale. Anche alle gambe può succedere qualcosa di simile, nel caso in cui vi si verifichi un restringimento delle arterie in seguito a cambiamenti aterosclerotici. Quando ci si muove i muscoli non ricevono allora più ossigeno a sufficienza: bastano pochi metri e si cominciano ad accusare dolori, che costringono a fermarsi e a riposarsi fino a quando non si riesce a proseguire. Ecco perché viene comunemente chiamata «malattia delle vetrine». Nel peggiore dei casi i danni causati dai disturbi dell'irrorazione sanguigna alla pelle e ai tessuti muscolari sono così gravi da richiedere l'amputazione della gamba.
 
L'aterosclerosi è la principale causa delle malattie cardiovascolari, che sono ancora oggi la prima causa di morte in Svizzera e nei Paesi industrializzati dell'Occidente. Uno dei più importanti fattori di rischio dell'aterosclerosi è un colesterolo «troppo alto» per diversi anni.
 
Più aumenta il colesterolo, più aumenta il rischio: ciò vale soprattutto per le malattie coronariche, come hanno chiaramente dimostrato i numerosi e approfonditi studi svolti sulla materia, dai quali è emerso che l'insorgere di malattie dei vasi coronari e le conseguenti complicanze sono strettamente collegati al tasso di colesterolo nel sangue. Detto in altre parole: tanto più alto è il tasso di colesterolo totale, segnatamente del colesterolo LDL, e tanto più bassa è la percentuale del colesterolo buono HDL, maggiori sono i rischi di avere problemi alle coronarie.




Monika Widmer
Product Manager