Cortisone: un argomento molto particolare

Sul cortisone vi sono opinioni contrastanti, soprattutto perché la discussione su tale sostanza è caratterizzata da tante paure e informazioni non corrette.
Partiamo quindi dalle nozioni di base: il cortisone è una sostanza endogena prodotta nelle ghiandole surrenali; la sua produzione e il suo rilascio nel circolo sanguigno sono soggetti a un complesso ricircolo. Il cortisone è vitale per noi e il nostro organismo ne ha bisogno in numerose situazioni di affaticamento come, ad esempio, in caso di infezioni o stress. Inoltre interviene nel metabolismo di lipidi, proteine e zuccheri nonché nel bilancio idrico e salino.
Il cortisone venne impiegato per la prima volta come farmaco negli anni Cinquanta. Dopo più di mezzo secolo, si sono accumulate innumerevoli esperienze, in particolare per quanto riguarda i suoi effetti benefici, poiché ha salvato la vita di tantissime persone oppure ha contribuito a migliorarla notevolmente. Tuttavia, non vanno dimenticati gli effetti collaterali causati dal sovradosaggio che sono emersi, in particolare, nei primi anni di impiego.

Per quanto riguarda il trattamento dell'asma, il cortisone è insostituibile per tre azioni essenziali:

  • L'asma è un'infiammazione cronica delle vie respiratorie: il cortisone ha un'azione antinfiammatoria e decongestionante per la mucosa. Il cortisone è uno degli antinfiammatori più potenti.
  • Ostacola il progredire della malattia ed è efficace nel mitigare o anche impedire l'insorgere di infezioni secondarie importanti.
  • Il cortisone può ristabilire o migliorare l'azione dei simpatomimetici ß2: se l'infiammazione delle vie respiratorie è molto forte, i beta recettori dei simpatomimetici ß2 non sono più in grado di dilatarle. Il cortisone libera i beta recettori «bloccati» e stimola nuovamente l'azione broncodilatatrice dei simpatomimetici ß2.
L'introduzione del cortisone per via inalatoria, avvenuta negli anni Settanta, ha segnato un enorme passo avanti nel trattamento farmacologico dell'asma. Se inalato, il cortisone agisce direttamente nelle vie respiratorie cronicamente infiammate.
Una simile infiammazione è paragonabile a una scottatura solare: il cortisone in questo caso agisce come un gel rinfrescante e riduce l'infiammazione.
Tuttavia non bisogna assolutamente dimenticare che, a differenza delle compresse, il cortisone per via inalatoria, assunto nelle consuete dosi, non provoca i tipici effetti collaterali di questa sostanza, oppure soltanto in minima parte.
Il cortisone per via inalatoria può causare solo due effetti indesiderati nel «suo percorso» verso i polmoni: una voce più roca e un bruciore in bocca con depositi biancastri sulla lingua (ad es. candidosi). Questi spiacevoli effetti collaterali possono, tuttavia, essere evitati con delle semplici misure: sciacquatevi la bocca e il cavo faringeo dopo ogni inalazione, e sciacquatevi la bocca o lavatevi i denti dopo aver mangiato.

Eppure può capitare che un asmatico abbia bisogno delle compresse di cortisone, ad esempio quando la stabilità delle vie respiratorie peggiora rapidamente (per via di infezioni) oppure quando è necessario adattarsi a una nuova situazione (ad es. intervento chirurgico, parto ecc.). Nella maggior parte dei casi è necessario solo un impiego breve e ad alto dosaggio, secondo un semplice schema (terapia d'urto cortisonica).

È inoltre fondamentale intervenire il prima possibile per prevenire un attacco acuto.

La terapia di mantenimento con compresse di cortisone è prevista solo per pochi soggetti affetti da asma acuto, e anche in questi casi è auspicabile impiegare il dosaggio più basso possibile. Spesso una dose più elevata di cortisone spray o in polvere può ridurre, o addirittura eliminare, l'assunzione di compresse cortisoniche. Il trattamento con il cortisone non va mai interrotto improvvisamente e senza consulto medico, poiché potrebbe verificarsi una situazione di emergenza.
Durante il trattamento con compresse cortisoniche, in particolare nel caso di una terapia di mantenimento, non è possibile evitare gli spiacevoli effetti collaterali, ormai ben noti. Inoltre, dosando in modo ottimale il farmaco è possibile contenerli e ridurli il più possibile.



Maja Simic
Senior Product Manager Special Products